FUA 2017 – FONDO PRIMA AREA: NON SE N’ERA MAI PARLATO

Oggi, 14 giugno presso la Direzione Generale del Personale Civile, sesto ed ultimo incontro per la distribuzione del FUA 2017.

La dott.ssa Corrado, in apertura dei lavori, ci informa subito che il fondo per indennizzare i colleghi della prima area attraverso un riconoscimento economico della fascia a cui non possono accedere giuridicamente, non è stato volutamente inserito nella bozza di ipotesi sottoposta alle OO.SS. in previsione dell’incontro odierno, perché non è nelle intenzioni dell’Amministrazione.

Davanti a tale inaspettata chiusura ed a scanso di “fraintendimenti”, approfittando dei tavoli uniti, abbiamo chiesto espressamente se l’Amministrazione prendesse questa decisione unilateralmente ed in contrasto con la volontà di tutte le OO.SS. presenti.

Senza possibilità di dubbio possiamo affermare che purtroppo nessun altra sigla, tranne la USB, ha confermato tale favore, lasciandoci di nuovo soli nella richiesta, in un silenzio assordante interrotto solo da chi nella nuova triplice, cercando di barcamenarsi come al solito tra una posizione ed un’altra, non ha trovato di meglio da dire che di tale fondo per la prima area NON SE N’E’ MAI PARLATO!

Che dire? Come sosteniamo anche per altri temi, sappiamo bene che chi non chiede è contrario ed in questa occasione chi non chiede si è ufficialmente palesato ma arrivare a sostenere che non se n’è mai parlato va oltre ogni immaginazione.

La dott.ssa Corrado avrebbe quindi ritenuto di aprire il tavolo dando una risposta ad una domanda che secondo alcuni, non era stata mai posta.  Ogni commento appare superfluo.

Ovviamente abbiamo reiterato comunque la nostra richiesta, supportandola anche quest’anno, come l’anno scorso, con la presentazione dello specchio riepilogativo della ripartizione del FUA contenuto nell’allegato 13, aggiornato al 2017 che dimostra che l’accantonamento per i 1.837 A1 in servizio è fattibile, a fronte di una decurtazione di poche decine di euro dal fus procapite annuo, la cui contrattazione costerà, a conti fatti, più di quanto si distribuirà.

Per quanto riguarda gli altri temi dell’impianto non possiamo che accogliere con soddisfazione il recepimento da parte dell’Amministrazione di alcune importanti modifiche che avevamo suggerito.

Prima tra tutte, per quanto riguarda il terzo parametro e cioè la performance, l’attribuzione del punteggio massimo di 50 punti alla fascia 71/100.

Abbiamo già spiegato molte volte la nostra posizione sulla performance che a nostro avviso non è un parametro sostenibile in un Ministero dove il valutato ed il valutatore occupano troppo spesso posizioni giuridiche diverse (civile/militare) e dove la disomogeneità delle situazioni reali rende assolutamente sperequativo un unico metro di giudizio. Rimane il rammarico del mancato recepimento del nostro ulteriore suggerimento di valutare per la performance  la migliore tra quella ottenuta nel 2015 e quella ottenuta nel 2016. Questo avrebbe tutelato coloro che nel 2016 non hanno potuto avere la valutazione per gravi infortuni, lunghe malattie, maternità ecc.

Rileviamo altri importanti aggiustamenti, anche se non completi, come per esempio l’innalzamento a 35 anni per l’anzianità massima valutabile (avevamo chiesto di non mettere nessun tetto ma già è qualcosa);  l’abbassamento della valutazione nella fascia a 18 punti, l’accorciamento della forbice tra i titoli di studio con l’inserimento della valutazione della V elementare.

Tra le novità che al contrario non ci trovano assolutamente d’accordo, la cancellazione tra i titoli per la terza area del punteggio relativo alle posizioni organizzative, fortemente voluta da tutte le altre OO.SS. presenti e l’inserimento nell’accordo del divieto, per altro già previsto dal contratto e pertanto inutile, della possibilità di partecipare agli sviluppi 2017, per coloro che hanno vinto gli sviluppi 2016. Fermo restando che la permanenza nella fascia economica per poter accedere alla superiore deve essere minimo di due anni da contratto, impedire a chi risulta oggi vincitore degli sviluppi 2016 di fare domanda per gli sviluppi 2017 vuol dire esporre eventuali esclusi dell’ultimo momento dalle graduatorie 2016 al rischio concreto di essere non solo esclusi dal 2016 e restituire le somme ma addirittura di rimanere fuori dal 2017! Abbiamo quindi chiesto all’Amministrazione di prevedere nel bando questa possibilità onde evitare agli eventuali malcapitati oltre la beffa, il danno.

Un’ultima osservazione l’abbiamo fatta riguardo alla volontà di inserire di nuovo nell’accordo una intesa programmatica relativa agli sviluppi previsti per il 2018, prevedendo un numero fisso di sviluppi. Avevamo fatto notare che il numero precedente di 8.000 era del tutto scollegato da qualsiasi realtà. La dott.ssa Corrado ci informa che è stato corretto in “circa 6.000”, sicuramente più aderente alla consistenza di colleghi rimasti fuori dagli sviluppi 2016 e 2017 ma, a nostro avviso, assolutamente inutile. INTESA aveva infatti suggerito di non mettere un limite ma semplicemente prevedere che si potessero fare “più sviluppi possibili in base ai fondi a disposizione”. Tale banale locuzione che non metteva limiti alla provvidenza non è però evidentemente piaciuta.

Aggiornamento delle ore 19.00

E’ pervenuta dall’Amministrazione l’ipotesi d’accordo da sottoscrivere venerdì 16 giugno p.v.

Avevamo sperato che l’Amministrazione almeno per il fondo prima Area, per il quale abbiamo insistito fino alla fine e per il riconoscimento del titolo delle P.O. tra i titoli per la terza area, si prendesse il tempo per rivedere la propria posizione ma evidentemente anche quest’anno come l’anno scorso, i numeri hanno fatto la differenza.

Il Coordinamento Difesa
Alessandro Coen

FLASH 2017.06.14 n.14 FUA 2017 fondo prima area non se ne era mai parlato.pdf

2017.06.14 Ipotesi Accordo FUA 2017 ‌per sottoscrizione

2017.06.14 Allegati Ipotesi Accordo FUA 2017 per sottoscrizione.doc

One Response to “FUA 2017 – FONDO PRIMA AREA: NON SE N’ERA MAI PARLATO

  • Sebastiano Secchi
    2 anni ago

    qualcuno aveva dubbi? Basta proclami inutili, è ora di battere i pugni sul tavolo. Io sono stanco di questa situazione che perdura da 38 anni. Ci diano l’opportunità di migrare in altre amministrazioni.

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