Confintesa FP dall’Ammiraglio Berutti Bergotto: i civili della Difesa non possono aspettare

Nella giornata odierna si è svolto l’incontro con il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto. L’Ammiraglio, già veterano della Forza Armata e ben consapevole delle difficoltà che vivono i dipendenti civili della Difesa, ha dimostrato da subito attenzione e sensibilità verso le problematiche esposte, prendendole a cuore e ribadendo l’importanza del confronto sindacale per instaurare un dialogo costante e costruttivo. Infatti, ha disposto che gli incontri con le OO.SS. nazionali si tengano con cadenza quadrimestrale.

Il CSMM nella sua esposizione iniziale ci ha informati che, rispetto alla riduzione degli organici imposta dalla L. 244/12, la Forza Armata non ha alcuna intenzione di scendere sotto la soglia delle 9.000 unità, condizione necessaria per rilanciare pienamente le attività degli stabilimenti e Arsenali. Ha garantito il massimo impegno nella risoluzione di problematiche ormai croniche come i sistemi di gestione del personale; gli organismi di protezione sociale scippati all’A.D. per cederli ad aziende private; la formazione del personale ormai ridotta all’osso per favorire misure derivanti dal PNRR che non valorizzano proprio nessuno ma sembrerà assurdo, penalizzano i dipendenti economicamente se non portati a termine come obiettivo della performance.

Come Confintesa FP, nel corso del nostro intervento, abbiamo sottolineato con forza come la legge sulla riduzione degli organici continui di fatto a bloccare in ogni senso il Personale Civile. La persistente incertezza sui numeri non agevola neanche la buona riuscita dei concorsi indetti proprio per colmare la carenza di organico se consideriamo che le ultime assunzioni hanno ripianato appena il 50% dei posti messi a bando. Le conseguenze di questo stallo sono ormai sotto gli occhi di tutti:

  • cambi di profilo per esigenze di servizio bloccati;
  • cambi profilo per inidoneità alla mansione con conseguente spostamento del dipendente presso altro Ente;
  • mobilità del personale solo straordinaria, a patto che ci sia l’utile impiego;
  • progressioni di carriera inesistenti.

Questa non può e non deve essere la prospettiva del Personale Civile della Difesa. Bisogna rendere la nostra Amministrazione appetibile per un nuovo assunto in modo tale che non pensi subito di andar via e contestualmente bisogna garantire a chi già lavora nell’Amministrazione la possibilità di costruirsi una prospettiva di vita e di lavoro dignitosa. Allo stato attuale le uniche assunzioni sono state disposte solo attraverso concorso pubblico, lasciando al palo il personale interno non prevedendo la possibilità di reclutare fino al 50% lavoratori attraverso progressioni di carriera interne.

Abbiamo inoltre affrontato il tema del lavoro agile rappresentando al CSMM che sul territorio nazionale c’è chi ancora non vede lo smart working come una modalità di lavoro ordinaria, annullando di fatto il lavoro svolto a livello nazionale con la sottoscrizione di contratti integrativi in coerenza con il CCNL. Sull’argomento l’ammiraglio ha dato la sua disponibilità di emanare una direttiva a tutti gli Enti subordinati per sensibilizzare i dirigenti.

Un altro argomento portato all’attenzione del CSMM è stato il nodo irrisolto relativo all’assegno riassorbibile del personale transitato. Le ormai note inefficienze del sistema Noipa continuano a impedire il corretto riassorbimento dell’assegno in forza agli aumenti stipendiali, generando debiti occulti che i dipendenti si ritrovano a dover pagare. Un problema già visto, che non può più essere ignorato da parte di nessuno.

Confidiamo nell’impegno più volte esternato dall’Ammiraglio Berutti Bergotto e auspichiamo, per il futuro, una partecipazione congiunta di tutti gli Stati Maggiori delle Forze Armate, dello Stato Maggiore Difesa e della Direzione Generale per il Personale Civile..

#NessunDorma

Il Coordinatore Difesa
Alessandro Coen

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