ASSEGNO RIASSORBIBILE – LE NORME CI SONO MA NON SI APPLICANO
Da anni i lavoratori civili della Difesa subiscono la mancata applicazione delle norme sull’assegno riassorbibile, con evidenti penalizzazioni economiche e professionali.
Una situazione inaccettabile non più rinviabile che colpisce i diritti sanciti e riconosciuti.
Pubblichiamo di seguito la lettera inviata in data odierna al Ministro della Difesa On. Guido Crosetto
Al Ministro della Difesa
On. Guido Crosetto
E, p.c. Sottosegretario di Stato alla Difesa
On. Matteo Perego di Cremnago
Vice Capo di Gabinetto
Dott. Francesco Rammairone
Direzione Generale per il Personale Civile
Dott.ssa Maria De Paolis
OGGETTO: Trattamento economico del Personale Civile della Difesa. Errata applicazione dell’assegno riassorbibile e conseguenti indebiti recuperi
Onorevole Ministro,
con la presente si intende sottoporre alla Sua attenzione una problematica ormai strutturale che penalizza gravemente una parte significativa del personale civile della Difesa: i lavoratori percettori di assegno riassorbibile.
A partire dal rinnovo contrattuale 2016–2018 del Comparto Funzioni Centrali, l’Amministrazione per il tramite di NoiPa ha continuato ad applicare in modo non corretto le disposizioni normative in materia di riassorbimento dell’assegno, nonostante il quadro normativo sia chiaro e inequivocabile. In particolare, l’articolo 2, comma 8 del Decreto Interministeriale del 18 aprile 2002 stabilisce che ogni incremento fisso e continuativo della retribuzione debba comportare una corrispondente riduzione dell’assegno ad personam riassorbibile.
Tale principio, tuttavia, è stato sistematicamente disapplicato da NoiPa, nonostante le continue segnalazioni sia da parte di questa O.S, sia da parte della Direzione Generale del Personale Civile della Difesa che si è fatta carico più volte della problematica presso il MeF ed ha generato, nel tempo, indebiti accumuli retributivi che vengono successivamente recuperati a carico dei lavoratori, del tutto incolpevoli rispetto all’errore originario.
La condizione risulta ulteriormente aggravata dal fatto che molti dipendenti stanno ancora subendo gli effetti del mancato calcolo dell’assegno degli anni scorsi che si sono sommati al rinnovo contrattuale 2022–2024 con un progressivo aumento del debito, alimentando un clima di crescente esasperazione e sfiducia.
Siamo di fronte a una situazione non più tollerabile segnalata più volte nel corso degli anni senza che sia stata adottata una soluzione strutturale idonea a prevenire il ripetersi di tali situazioni, confermando una gestione che, di fatto, scarica esclusivamente sui lavoratori le conseguenze di errori amministrativi reiterati nel tempo.
La condizione che la presenza di percettori di assegno riassorbibile sia prevalentemente, se non esclusivamente, nel Ministero della Difesa e non interessi che marginalmente gli altri Enti del Comparto Funzioni Centrali, non può assolutamente giustificare il mancato impegno del Mef a trovare una soluzione così come non è più accettabile che la responsabilità della situazione sia rimpallata da un’Istituzione ad un’altra senza che alcuno se ne faccia realmente carico.
Per queste ragioni, Le chiediamo, nell’ambito dei Suoi poteri istituzionali, un intervento forte, deciso e risolutivo, che:
- ponga fine, una volta per tutte, all’errata applicazione delle norme in materia di assegno riassorbibile, assicurando il rigoroso rispetto del D.I. 18 aprile 2002 e dei successivi indirizzi interpretativi;
- disponga l’immediato e corretto adeguamento delle buste paga;
- tuteli i lavoratori coinvolti da ulteriori e ingiuste pretese restitutorie derivanti da errori imputabili sclusivamente all’Amministrazione.
Confidando nella Sua attenzione e nella volontà di ristabilire equità, correttezza amministrativa e rispetto delle norme vigenti, si resta in attesa di un urgente riscontro.
Distinti saluti.
Coordinatore Nazionale Confintesa FP Difesa
Alessandro Coen

