INCONTRO CON IL SOTTOSEGRETARIO PEREGO – VERSO QUALE FUTURO?

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Si è tenuto il 15 aprile il previsto incontro con il Sottosegretario alla Difesa On Matteo Perego da Cremnago.

Nel nostro intervento, abbiamo rappresentato di nuovo quanto già anticipato più volte per iscritto sia al Sottosegretario che allo stesso Ministro Crosetto.

Il primo punto, centrale e non più rinviabile, riguarda il tema degli organici.

Nel corso dell’incontro abbiamo infatti assistito all’ennesimo tentativo di affrontare il problema partendo dalla soluzione apparentemente più semplice: aumentare gli organici sulla carta, rivedendo il tetto imposto dalla 244 e aumentare, quindi, le assunzioni.

Peccato che la realtà racconti tutt’altro.

Perché il vero problema non è assumere ma evitare che i nuovi assunti scappino dopo pochi mesi.

E su questo, da tempo, si continua a fare finta di nulla.

Oggi il Ministero della Difesa riesce in un’impresa singolare: assumere lavoratori che, appena possibile, fuggono verso Amministrazioni più vantaggiose sotto il profilo economico e professionale.

Un modello che più che reclutamento sembra una fase di addestramento… per altri Ministeri.

Trattamento economico, soprattutto quello accessorio, insufficiente, prospettive di carriera pressocché inesistenti: questo è il “pacchetto attrattivo” offerto oggi ai lavoratori civili della Difesa.

E mentre si discute di aumentare gli organici, il risultato è sotto gli occhi di tutti:

una porta girevole in cui si entra per andarsene il prima possibile verso Amministrazioni più gratificanti dal punto di vista economico e professionale.

Un sistema che se continua così è destinato al fallimento.

Senza interventi strutturali, il rischio concreto è quello di un’Amministrazione composta quasi esclusivamente da militari transitati, gli unici che, perdendo l’assegno ad personam se fossero stabilizzati in altre Amministrazioni, non cercano di scappare altrove, se non attraverso l’istituto del comando.

Viene quindi spontanea una domanda:

è questo il modello di futuro che si immagina per il Ministero della Difesa?

Un’Amministrazione composta quasi esclusivamente da personale transitato, mentre i civili reclutati per concorso continuano ad andarsene?

Siamo poi passati a ribadire con fermezza il tema della specificità del personale civile della Difesa. Il concetto è semplice: i civili della Difesa non sono dipendenti pubblici come gli altri ma lavoratori che operano quotidianamente al fianco del personale militare, condividendone rischi, disagi e responsabilità e, in caso di emergenze o scenari critici, è difficile immaginare che un pericolo distingua tra civile e militare.

Eppure, a fronte di tutto questo, il trattamento economico resta drammaticamente inferiore.

Stessi rischi, metà stipendio.

In un contesto internazionale sempre più complesso, poi, questa disparità è diventata inaccettabile.

La nostra richiesta di riconoscimento della specificità dei civili della Difesa non è certo una vertenza nuova, una rivendicazione improvvisata o strumentale, magari cambiando la “parolina” per poter comunque metterci il cappello sopra nonostante la si è sempre nei fatti avversata.

Chiunque abbia un minimo di memoria sa che da tempo chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto serio e strutturato per affrontare la questione in modo organico, tavolo al quale nessuna delle altre OO.SS. si è mai voluta sedere per valutare se la ripubblicizzazione del rapporto di lavoro dei civili della Difesa, agganciandoci all’articolo 3 del decreto legislativo 165/2001, possa rappresentare una strada concreta e vantaggiosa per riconoscere davvero la specificità del personale civile della Difesa. Un tavolo di confronto dove valutare insieme i pro ed i contro prima che qualcuno, magari spinto da uno stato di emergenza, possa pensare di calare dall’alto un qualche provvedimento che risolva la questione (come fu per la Forestale).

Sappiamo che proprio in queste settimane c’è un Decreto Legge in fase di elaborazione per la riorganizzazione del Ministero della Difesa. Abbiamo chiesto al Sottosegretario chiarimenti ed informazioni in merito ma purtroppo, abbiamo dovuto registrare un copione già visto: si lavora a provvedimenti che probabilmente incideranno profondamente sul futuro dell’Amministrazione ma senza alcun reale coinvolgimento di chi in quell’Amministrazione lavora ogni giorno.

Nessuna informazione, quindi, per ora ma solo l’impegno ad informarci più in là quando forse potrebbe essere troppo tardi.

Abbiamo comunque approfittato dell’incontro per ribadire anche altre richieste già più volte avanzate:

  • Interventi economici concreti per rendere il Ministero attrattivo e trattenere il personale;
  • Una polizza sanitaria a carico dello Stato, come già previsto per il personale militare;
  • La stabilizzazione dei circa 200 lavoratori precari del Campalgenio, che da troppo tempo vivono in una condizione di incertezza inaccettabile;
  • Correzione urgente della norma cosiddetta “tagliaidonei” che penalizza i vincitori di concorsi banditi nel 2024 con graduatorie pubblicate nel 2026, correzione che solo un intervento politico può ottenere;
  • Intervento forte su NoiPa e MeF affinché sia risolto definitivamente l’atavico problema dei cedolini sbagliati per i colleghi con assegno ad personam e, a proposito di militari transitati, non è la prima volta che sosteniamo che l’unico provvedimento che potrebbe alleggerire la drammatica situazione di chi, transitando, viene sbattuto a centinaia di chilometri da casa, sarebbe un provvedimento normativo che apra il transito verso tutta la Pubblica Amministrazione;
  • Stop all’utilizzo del nostro Fondo Risorse Decentrate come bancomat: i servizi resi per l’Amministrazione (turni, reperibilità, ecc.) devono essere finanziati con risorse di bilancio della Difesa e non sottraendo salario accessorio ai lavoratori

Su alcuni punti, in particolare sulla polizza sanitaria e sulla stabilizzazione dei lavoratori precari del Campalgenio, il Sottosegretario ci ha manifestato apertura e disponibilità ad intervenire e noi prendiamo atto degli impegni assunti, ma dopo anni di promesse, annunci e rinvii, non abbasseremo l’attenzione.

Una cosa è chiara:

il tempo delle parole è finito.

Se davvero si vuole evitare che il Ministero della Difesa diventi un luogo da cui si entra solo per andarsene, servono interventi concreti, immediati e verificabili.

Diversamente, continueremo ad assistere a questo paradosso: un Ministero che forma personale… per regalarlo ad altre Amministrazioni.

E su questo, francamente, c’è ben poco da difendere.

#nessundorma!

Il Coordinatore Difesa
Alessandro Coen

FLASH 2026.04.17 n.9 INCONTRO CON IL SOTTOSEGRETARIO PEREGO – VERSO QUALE FUTURO.pdf

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