Finalmente c’è l’accordo su FRD, progressioni orizzontali e famiglie professionali – Ma il Fondo è raschiato

Dopo lungo, penoso, quanto ingiustificato travaglio, è stato partorito in data 20 settembre il famoso stralcio, chiesto da Confintesa già da maggio, del CCNI 23/25 relativo a famiglie professionali e sviluppi economici orizzontali.

Uno stralcio che avrebbe potuto essere sottoscritto già 5 mesi fa e per quanto riguarda le famiglie professionali, addirittura da novembre 2022.

Il lungo, estenuante teatrino dei tavoli separati per cui ogni tre per quattro si doveva intervenire nuovamente sulle ipotesi presentate dalla Delegazione trattante, pronta ad accogliere più di una proposta strampalata, per convincerla a tornare sui propri passi, ha visto alla fine prevalere il buon senso dei suggerimenti di Confintesa che ha portato a snellire e ridimensionare le competenze delle famiglie professionali, incredibilmente gonfiate su richiesta precisa di altre OO.SS.

Ci siamo dovuti, con nostra meraviglia, impegnare per far capire a tutti che se aumenti i compiti e le responsabilità devi necessariamente aumentare anche lo stipendio!

E cosi, l’accordo sulle competenze praticamente pronto a novembre 2022 si è trascinato di riunione in riunione, rinvio in rinvio, metti, leva, aumenta, riduci fino ad oggi, con l’unico enorme danno di aver ritardato irrimediabilmente l’avvio delle procedure per i passaggi verticali.

Altro traguardo dello stralcio sottoscritto ieri, l’accordo sulle progressioni orizzontali, anch’esso già raggiungibile mesi fa, se tutti avessero avuto chiaro come realizzare effettivamente l’obiettivo, da tutti pubblicamente dichiarato, di far passare chi è rimasto al palo nelle ultime due procedure.

Non c’erano infatti tante elucubrazioni da fare. Numeri e criteri sono quelli permessi dalle norme e dai soldi a disposizione. Ma si sa: perdere tempo a chiedere la luna, non serve a raggiungerla ma solo a scrivere di averla chiesta. I nostri numeri e il nostro suggerimento di assegnare 5 punti per anno di fascia economica, sono il frutto di ore di studio, simulazioni, prove e siamo convinti che ci permetteranno di rispettare la promessa fatta a chi è rimasto al palo nelle ultime due progressioni, compresi finalmente i colleghi di prima area, discriminati dal 2016 ed ora sbandierati come al centro di ogni pensiero dagli stessi che per 5 anni si sono opposti a riconoscere alla prima Area anche un minimo di indennizzo!

Comunque, a prescindere da ogni facile polemica, per la quale non mancherà tempo e modo, sui ritardi e sulle responsabilità dei tanti attori di questo ennesimo teatrino, lo stralcio c’è. Le progressioni orizzontali per chiudere il cerchio e la definizione delle competenze delle famiglie professionali, propedeutico agli sviluppi verticali, sono raggiunti.

Inserito infine nell’Accordo, a margine rispetto ai grandi temi ma comunque significativo, l’impegno dell’Amministrazione, conseguente alla lettera di denuncia di Confintesa ai vertici politici e istituzionali della Difesa, a rivedere l’importo dell’assegno per il benessere del personale civile, fermo dal 2006.

Significativo perché dimostra che quando le richieste sono ben motivate e accompagnate dalle pezze di appoggio, le risposte non tardano a venire.

Lascia invece l’amaro in bocca il tanto, troppo tempo perso e non essere riusciti ad evitare che si infilasse, nello stesso accordo che tutela e salvaguardia le assenze dei distaccati sindacali (sia per l’accesso agli sviluppi economici sia nella distribuzione delle performance e del FUS) il ripristino delle assenze nella valutazione della performance per tutti gli altri dipendenti.

Ci indigna profondamente che, mentre giustamente ci si preoccupa di tutelare le assenze per chi fa attività sindacale da una parte, nello stesso accordo si penalizzi chi si assenta per motivi di salute. Purtroppo su questo non siamo riusciti a far recedere la Delegazione trattante che, ricordiamolo, ha reintrodotto le assenze su precisa richiesta di chi ha, sulla carta, il maggior consenso.

Prossimi impegni le progressioni verticali per prima seconda e terza area e il superamento del tetto che per legge abbiamo sul FRD, ormai insufficiente a garantire anche i servizi essenziali.

Le soluzioni, come al solito, Confintesa le sta proponendo da tempo, a cominciare dal far pagare le prestazioni rese nell’interesse dell’Amministrazione, all’Amministrazione stessa.

Anche la nostra proposta di legge, debitamente documentata e completa di copertura finanziaria che ci assicurerebbe 44.000.000 di euro, giace nei cassetti del Legislativo e continueremo a pressare affinché sia realizzata ma la battaglia principale dovrà essere quella relativa al superamento del tetto del FRD, senza il quale già dal 2024 non ci potranno essere più progressioni. Lo gridiamo da anni. Vedremo se ora che siamo arrivati in fondo al barile, qualcun altro si accorgerà del problema e si unirà alla nostra battaglia.

Vi terremo, come al solito, informati

#nessundorma

Coordinatore Nazionale Difesa
Alessandro Coen

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